È in arrivo la legge di bilancio del 2024 contenente le misure che entreranno in vigore l’anno prossimo, se saranno confermate dal Parlamento. La misura apporta varie modifiche anche in tema di Superbonus 110%. Secondo quanto riportato nella bozza di legge finanziaria, in caso di immobili comprati, ristrutturati tramite il Superbonus e rivenduti entro cinque anni dalla fine dei lavori, i costi relativi alle migliorie effettuate attraverso il Superbonus 110 verranno inclusi nella plusvalenza con conseguente applicazione della tassazione al 26%. L’incremento del valore dell’immobile, infatti, non dipende da investimenti privati ma da una spesa per lo Stato. La differenza tra il valore di acquisto e il valore di rivendita dell’immobile sarà quindi tassata pienamente come plusvalenza. Il legislatore sottrae così un’opportunità speculativa per i fruitori del bonus di includere i costi degli interventi tra i costi inerenti al bene e quindi come tali non sottoposti a tale regime fiscale. Quanto detto finora vale laddove si opti per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, non si applicherà, invece, in caso si opti per la detrazione delle spese sostenute nella dichiarazione dei redditi. Non rientrano in tale previsione nemmeno gli immobili acquisiti per successione e quelli adibiti a residenza principale del venditore o della sua famiglia per la maggior parte dei cinque anni precedenti alla vendita.